TODI  LA PRESENTAZIONE DEL RESTAURO DEGLI AFFRESCHI DI VIA DEL MONTE

E’ iniziata la operazione di recupero degli affreschi di Via del Monte, nel salone, a piano terra, di un palazzetto oggi a ridosso della piazza maggiore ma sulla quale si affacciava all’origine, almeno fino intorno al 1500, a cui si possono datare gli affreschi.
Oggi di proprietà del comune di Todi, all’origine era della famiglia degli Atti.

I dipinti murali sono stati individuati già negli anni precedenti, nei primi anni 2000, a seguito di una campagna di saggi stratigrafici propedeutica alla ristrutturazione architettonica.
I saggi dimostrarono la presenza di una fascia decorativa ad affresco ma, all’epoca, non è stato possibile capire tale tipo di figurazione presente.
Il recupero, promosso dal Lions Club di Todi, ha riguardato circa 6 metri lineari della fascia su di un totale di oltre 30 metri, ed è stato effettuato dal restauratore Marcello Castrichini.
Il tratto restaurato è stato sufficiente a svelare il soggetto del ciclo e a capire della straordinaria importanza, più culturale che artistica, per la città di Todi e l’ambiente del tardo Quattrocento primi Cinquecento ed in particolare della famiglia più potente, gli Atti, che proprio in quegli anni ebbero la meglio sui rivali, i Chiaravalle, di cui uccisero il famigerato e terribile (secondo la storiografia locale) capo Altobello, ad Acquasparta.
Finora pressoché nulla è giunto a noi di dipinti a soggetto profano nei palazzi e residenze di città e quindi poco del grado culturale che permeava la società civile: con queste opere si può pensare che invece un livello esisteva e se finora non vi erano testi pittorici forse era più per le distruzioni avvenute attraverso i secoli.
La rarità di questo ciclo consiste nell’essere rappresentata una Metamorfosi di Ovidio, quella del libro 8 con la favola di Meleagro e del cinghiale Caledonio.


A dire la verità forse sono due insieme di favole ma la lettura completa può avvenire soltanto quando saranno descialbati tutti i restanti altri 25 metri ca, più un intero arco che attraversa la sala, interamente decorato nei due fronti.
La peculiarità della scoperta sta nel fatto che le Metamorfosi si trovano diffusamente rappresentate nei palazzi e nelle reggie principesche soprattutto verso la fine del secolo XVI e normalmente si tratta di alcune scene delle favole; qui a Todi invece è databile tra la fine del Quattrocento e i primi del secolo successivo, e vi è rappresentata, attraverso riquadri, l’intera favola.
Le varie scene sono intervallate da scorci con colline e castelli, che insieme alle raffigurazioni architettoniche all’interno delle quali avvengono gli fatti, sembra che il pittore si sia ispirato ad una città medioevale e rinascimentale simile alle caratteristiche di Todi.
L’autore, ignoto, si configura come un pittore prettamente didascalico ma divertente nelle rappresentazioni.
Le scene recuperate sono le ultime della favola, quando alla madre di Meleagro, Altea, viene annunciato che il figlio ha ucciso i suoi fratelli per la spartizione della pelle di Calidonio, il cinghiale, per regalarlo ad Atlanta. Altea allora riprende il legnetto che aveva conservato in una cassa dopo averlo tolto dal fuoco (le Parche le avevano predetto alla nascita di Meleagro che il figlio sarebbe morto appena si fosse consumato il legnetto al fuoco) proprio per salvare la vita al figlio, lo riprende dalla cassa e lo getta nel fuoco e quindi condanna alla morte il figlio Meleagro. Alla pari di centri più importanti questa Metamorfosi di Ovidio fa intravvedere come anche a Todi nel rinascimento fosse presente una temperie culturale, forse dipendente da Perugia, visto anche i gradi di parentela che la famiglia Atti aveva con i Baglioni: comunque sia si apre un campo di studio multidisciplinare che può avere inizio per conoscere sempre meglio la storia della città di Todi.
http://www.lavoceditodi.it/

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Amici della Musica – Concerto Sinfonico

BB Lacasadicampagnagricola Info

Concerto sinfonico presso l’Auditorium San Domenico il 15 maggio

Scrive Friedrich Nietzsche ne La nascita della tragedia:

“Una potenza è sorta dal fondo dionisiaco dello spirito tedesco .….. ed è la musica tedesca, quale dobbiamo intenderla principalmente nella sua possente parabola da Bach a Beethoven, da Beethoven a Wagner”.

La musica tedesca, quindi, come autentico specchio di Dioniso. Ma cosa è questo “spirito dionisiaco”? La forza titanica della musica di Beethoven ce ne dà una chiara dimostrazione, soprattutto nella Quinta Sinfonia. Basterebbe il suo incipit per ricordarcelo, tra i più celebri del repertorio musicale di tutti i tempi.

Totalmente diversa, per temperie culturale, spirito, gusto è la musica del Concerto per pianoforte e orchestra Jeunehomme, il primo importante componimento solistico del grande Salisburghese per questo strumento.

 

Il concerto sarà presentato dal M° Valerio Vicari, direttore artistico di Roma Tre Orchestra.

In programma, due capolavori del classicismo viennese:

il concerto per pianoforte e orchestra in mi bemolle maggiore KV 271 Jeunehomme di Wolfgang Amadeus Mozart

e

la celeberrima Quinta Sinfonia di Ludwig van Beethoven, la “sinfonia del destino” (Sinfonia n. 5 in do minore op. 67).

I musicisti che si esibiranno domenica 15 maggio 2016, alle ore 17, a Foligno, presso l’Auditorium San Domenico, sono:

Roma Tre Orchestra

Marco Scolastra pianoforte

Luigi Piovano direttore

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“Savonarola, il Lutero italiano?”

Il  Prof. Adriano Prosperi Emerito della Scuola Normale Superiore di Pisa ha condotto il pubblico presente venerdì 18 marzo 2016, a Perugia, presso la Sala del Dottorato delle Logge di San Lorenzo in Piazza IV Novembre ad una riflessione su una delle figure più significative della storia religiosa del rinascimento italiano.

L’incontro,  è stato svolto nell’ambito del ciclo di attività culturali 2016 promosso dall’Associazione Culturale Beata Colomba da Rieti per l’anno 2016 dal titolo “Colomba da Rieti tra storia e arte” 

Studi locali, nazionali ed internazionali hanno evidenziato in Colomba da Rieti (Rieti 1467- Perugia 1501) una delle più significative figure di sante donne attive in piena età umanistico – rinascimentale e per Perugia fu vivente punto di riferimento sacrale.

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Savonarola Lutero Italiano

In vista del 550° anniversario della nascita della Beata (febbraio 1467-febbraio 2017) l’Associazione Culturale a lei intitolata promuove una serie di iniziative volte all’approfondimento della sua santità nel contesto storico in cui visse.

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“Programma del Giubileo Straordinario della Misericordia” a Collevalenza

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Sabato, 12 dicembre ore 17,30 presso il Santuario dell’Amore Misericordioso di Collevalenza, nell’ambto del programma degli eventi per l’apertura della Porta Santa della Misericordia del 13 dicembre, sarà presentato anche il volume dal titolo “Assisi-Collevalenza: due grandi sorgenti per rigenerarsi”, frutto della Sezione Umbria dell’Ordine Equestre del Santo Sepolcro di Gerusalemme. Si tratta di una vera e propria impresa editoriale ispirata dal Giubileo della Misericordia e incoraggiata dalla lettera-messaggio dei Vescovi dell’Umbria.

A presentare quest’opera, che ha visto nella stesura la collaborazione scientifica della medievalista perugina Giovanna Casagrande, saranno S. Ecc.za Mons. Domenico Cancian fam, Vescovo di Città di Castello, P. Pietro Messa ofm, preside scuola superiore studi medievali e francescani Pontificia Università Antonianum di Roma e il dott. Alberto Pasqualoni, preside della Sezione Umbria dell’Ordine Equestre del Santo Sepolcro di Gerusalemme, nonché ideatore e curatore del volume.

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